Workshop di Street Photography

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Una delle maniere migliori di migliorare è quella di seguire corsi e workshop e la Street Photography non fà eccezione!!!

Non ho alcun dubbio sul fatto che lo studio debba essere unito alla pratica per poter essere veramente utile nella fotografia e soprattutto nella fotografia di strada, quindi quale miglior maniera di coniugare le due cose se non un bel workshop?!?

Sono dell’idea che non ci sia bisogno di predere tanto tempo nella scelta del corso, perchè, soprattutto all’inizio, qualsiasi occasione di scambio con professionisti, sia sicuramente un momento di arricchimento, ma sicuramente, se possibile, sceglierne uno tenuto da fotografi che hanno visioni affini alle tue, sia ancora più produttivo.

Per trovare il giusto workshop ho approfittato delle numerose attività dei collettivi di street photography che seguo (se ti interessa vedi articolo sui collettivi di street nel mio Blog) e soprattutto il collettivo ISE che, per mia fortuna, ha tenuto una tre giorni di street teorico-pratica ad Orbetello durante il festival Imago.

Il corso, tenuto da tutti i membri del Collettivo, che, oltre ad alcune indicazioni in aula, a turno accompagnavano gruppi di fotografi in città per sessioni di scatto, è stato per molti aspetti “illuminante” e per questo voglio condividere alcuni dei concetti che ho appreso.

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La natura stessa del metodo delle sessioni fotografiche, mi ha permesso, sperimentando più generi di street photography, di consolidare la mia convinzione in quale fosse la strada fotografica che voglio seguire, dandomi però numerosi spunti su cui riflettere, per non rimanere fossilizzato su un titpo di scatto, ma per sperimentare anche altro.

Sicuramente la cosa che più mi ha influenzato è stata l’interpretazione che i membri di ISE danno di “che cosa è street photography”, domanda intorno alla quale girano numerose discussioni, polemiche e litigi: la loro risposta, (o meglio come ho capito io la loro filosofia…) declinata nelle diversità dei generi praticati dai diversi membri, parte comunque dalla necessità che, dentro allo scatto ci sia la presenza visibile od invisibile del passaggio dell’uomo in un contesto urbano, dove la strada non è necessariamente il luogo fisico descritto dal vocabolario, ma appunto il luogo dove il passaggio ha lasciato la sua impronta; ed è qui che si inserisce cosa ci deve essere dietro allo scatto perchè questo sia uno scatto “street”: una progettuailità (che non vuol dire programmazione) dell’evento che crearà lo scatto, che di fatto nella mente del fotografo esiste già.

Concetto difficile che ci è stato spiegato a chiare lettere durante la pratica: la ricerca di uno sfondo, di un angolo dove la luce e l’ombra siano quelle giuste piuttosto che di una geometria urbana rigorosa od interessante, fornisce la premessa per la realizzazione dello scatto quando l’accidente (il passaggio di una persona interessante o colorata nella maniera giusta o sbagliata ad esempio) crea il quid per lo scatto.

Quindi è pur vero che il Candid Moment può portare al grande scatto (a volte la fortuna ci vuole!!!) ma la progettualità è necessaria per trovarsi nel posto giusto al momento giusto (come in tutte le cose la fortuna và aiutata anche nella street!!!!). Questo concetto mi ha fatto abbandonare l’idea del “vado in giro scatto e qualche cosa troverò” in favore del “vado in giro, cerco il contesto per uno scatto e spero che qualche cosa succederà….”.

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Altro concetto interessante, durante la parte teorica, è stato lo studio tramite le immagini di come la fotografia di strada debba essere contestualizzata al momento storico e tecnologico nel quale vive: foto considerate grandi scatti del passato sarebbero da scartare se fatte adesso proprio perchè il contesto sociale, estetico ed anche tecnologico si evolve nella vita ed anche nella street photography; il Gruppo è molto attento e vicino alle nuova strade e sviluppi che la street photography stà prendendo soprattutto intorno a comunità di street molto attive tipo IN-Pubic ed a fotografi come Matt Stuart o Siegfried Hansen che sono stati citati come assoluti esempi da studiare.

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Ringrazio quindi tutti i ragazzi e ragazze (Valeria) di ISE che si sono prestati con estrema professionalità e gentilezza a condividere con me e con gli altri partecipanti la loro esperienza e la loro Vision sulla Street Photography e consiglio a tutti di seguire le attività del gruppo sicura fonte di ispirazione per l’ambiente.

Buone foto (progettuali!!!) a tutti

MadMatph

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