Psicologia della Street Photography

                                                                                             2016 beach photography #1

Uno dei maggiori problemi nella fotografia di strada e’ stato per me, l’aspetto psicologico di fotografare estranei senza un loro esplicito permesso: avvicinarsi a scene di vita altrui e scattare mi è sempre sembrato quasi rubare, violare la privacy del mio soggetto.

Ho letto molto su questa paura che sembra essere comune a tutti per lo meno all’inizio ed ho trovato alcuni suggerimenti che voglio condividere sia dal punto di vista tecnico che psicologico.

  • Conoscere la legge

Una maggiore tranquillità viene sicuramente dal conoscere quello che è o non è consentito dalle leggi del paese dove si fotografa: in questa maniera sapremo sempre quando stiamo esagerando o quando esagerano gli altri.

  •  Quasi tutti vogliono essere fotografati

Nell’era dei social media l’edonismo e’ diventato uno sport nazionale e forse se pensassimo che la persona a cui stiamo rubando lo scatto vuole essere fotografata, percentualmente avremmo molto spesso ragione… Comunque ringraziare dopo aver scattato ci dà la possibilità di ricevere una risposta verbale o gestuale che ci farà sicuramente capire se ci sbagliavamo e decidere rispettosamente di cancellare lo scatto.

  • Quale è la cosa peggiore che ci può succedere?

Se ci pensiamo bene questa domanda, non implica risposte così catastrofiche: al massimo ci becchiamo un rifiuto, un urlaccio, un’occhiataccia è improbabile che il nostro interlocutore vada oltre a meno di trovarsi in posti o situazioni già di per se stesse pericolose, ma in quel caso… ce la siamo cercata…

  • Un sorriso aggiusta tutto

La gentilezza non è sopravvalutata: un atteggiamento sicuro e trasparente (non c’è niente di losco, è solo una fotografia…) unito ad un bel sorriso è quasi sempre garanzia di successo interpersonale così come nella fotografia di strada.

Dal punto di vista tecnico voglio condividere alcuni “trucchetti” che ho letto e sperimentato di persona:

  • Prepararsi una storia plausibile

Nella mia ultima vacanza a Londra ho cercato di fare più foto possibile ed in una strada di Soho ho fotografato un tipo fuori da un ristorante proseguendo poi nei dintorni scattando ad altre persone, poco dopo lo stesso tizio del ristorante mi si è avvicinato e bruscamente mi ha chiesto perché stessi fotografando tutti. Con l’adrenalina a mille ho risposto subito che ero uno studente di fotografia e che stavo svolgendo un compito, gli ho fatto vedere alcuni scatti ( che peraltro erano venuti malissimo e che non ritraevano facce ma solo gambe e braccia… un po’ di fortuna non guasta) e scusandomi della stupidità dell’esercizio lo ho salutato gentilmente ed ho continuato per la mia strada. Una storia plausibile ed innocente ti può essere sempre utile, quindi prepariamocela “nel corredo” pronta all’uso…

  • Usare l’LCD e non il mirino

Invece di scattare dal petto (non avendo il controllo dello scatto) trovo più comodo in situazioni di forte imbarazzo non usare il mirino ma usare l’LCD come se stessi facendo un filmato: faccio finta di fare una panoramica della scena e poi invece compongo e scatto la mia foto. È chiaro che bisogna essere pronti e non si può usare questa tecnica all’ultimo secondo ma funziona (la foto sopra l’ho scattata in questo modo) e manteniamo il controllo della composizione.

  • Fare il turista

È un dato di fatto che quando siamo in vacanza non ci preoccupiamo così tanto della reazione degli altri alle nostre foto, ma fotografiamo tutto senza problemi, ed anche per gli altri siamo in un certo senso autorizzati a fotografare proprio perché siamo turisti… Quindi adottiamo sempre questo atteggiamento, con uno zaino, la macchina a tracolla (meglio se piccola) e semmai non utilizzando il mirino in maniera da sembrare meno professionali possibile, per avere automaticamente il lasciapassare fotografico del turista.

Spero che queste considerazioni che ho trovato qua e là aiutino qualcuno come hanno aiutato me, intanto vi invito a fare qualche commento suggerimento sulla foto sopra per sapere se vi piace e se non vi piace come mai.

Grazie

Matteo

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2 risposte a Psicologia della Street Photography

  1. Sara ha detto:

    Ciao Matteo io sono una persona timidissima a cui piace molto fare street; le due cose sembrerebbe inconciliabili ma mi faccio violenza cercando il contatto con le persone! Mi spiego meglio quando mi capitano scatti rubati cerco di coinvolgere il soggetto facendogli vedere la foto e parlandoci! E ti capisco quando dicevi che ti tremano le gambe☺️ E poi ultimamente giro con una liberatoria fotocopiata che tengo a portata di mano, visto mai facessi un capolavoro da mandare a qualche concorso fotografico😁, ma anche questo non è facile da far firmare!!! Il paradosso è che nell’era digitale dove in un battito di ciglia sei online bisogna premunirsi per non avere problemi legali di privacy violata 😓 E tutto perde la spontaneità dello scatto colto per caso nella situazione più strana o divertente!

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    • madmatph ha detto:

      Ciao Sara, grazie dell’interesse e delle tue considerazioni, con la pratica vedrai che gran parte della “paura” (che hanno tutti…) scompare: la prima volta che dopo un no capisci che quello è il massimo che può succedere ti sentirai sempre più sicura.
      Inoltre ti invito a riflettere sul fatto che non tutti gli stili di street implicano necessariamente un contatto diretto: solo lo street portrait obbliga all’interazione, se guardi il lavoro della maggior parte degli street la composizione dello scatto prescinde dalla volontà di interazione con gli individui che lo compongono. Il contatto visivo e’ spontaneo e si esaurisce con un cenno od un sorriso nella maggioranza dei casi: giustapposizioni e sovrapposizioni sono frutto di studio degli spazi e di attesa (le cose più difficili da ottenere secondo me…) e prescindono dalla volontà del fotografo di interagire con la parte umana dello scatto.
      Questa street meno “violenta” e’ quella che preferisco.
      Per il discorso della liberatoria… quello è tutta un’altra storia: la privacy e la paura del terrorismo rendono complicato fotografare per strada per scopi professionali nella maggior parte dei paesi: ti consiglio di informarti sempre sulle leggi del paese in cui scatti e di porti il problema solo nell’ottica della ragionevolezza e soprattutto del rispetto e, a meno che tu non voglia fare una mostra od un libro, lasciare perdere liberatorie etc.

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